Dieta del digiuno: quali sono i potenziali effetti benefici?

Dieta del digiuno: quali sono i potenziali effetti benefici?

Tempo di lettura: 2 minuti

In questi ultimi anni il digiuno è diventato uno degli argomenti più popolari tra i nutrizionisti. La ricerca, infatti, ne ha evidenziato i potenziali effetti benefici sulla salute, tra cui una modulazione ormonale, la riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione, aumento della resistenza allo stress, induzione di lipolisi e autofagia.

Mancano però linee-guida che aiutino i professionisti sul da farsi non soltanto nel periodo di restrizione calorica, ma anche prima e dopo, al fine di ridurre al minimo i tassi di abbandono e massimizzare gli effetti.

Un contributo è stato di recente fornito su Nutrients da un lavoro di un gruppo di ricerca coordinato da Laura Di Renzo, direttrice della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione all’Università di Roma Tor Vergata.

“Un protocollo di digiuno può essere seguito dalla maggior parte delle persone, ma ci sono alcune limitazioni in base alle caratteristiche individuali” dice Di Renzo. “In primo luogo, bambini e adolescenti devono astenersi: potrebbe essere psicologicamente e fisiologicamente pericoloso.

La stessa attenzione va riservata alle donne in gravidanza o in allattamento e agli anziani di età superiore ai 75 anni. Da sconsigliare anche in caso di infezione in corso, febbre, tosse, diarrea o deficit immunitario persistente, così come in condizioni di sottopeso.

Sebbene alcuni studi ne suggeriscano un’utilità in caso di diabete, l’American diabetes association si dice contraria. Infine, da evitare nei pazienti con disturbi del comportamento alimentare.”

Durante il periodo di restrizione, il dialogo con il paziente è fondamentale per suggerire le giuste raccomandazioni e monitorare gli eventi indesiderati. Innanzitutto, si raccomanda di riposare ed evitare attività fisiche faticose, compresa la guida per tempi prolungati.

Per chi è dedito a lavori pesanti, meglio concentrare il digiuno nei giorni di riposo. La temperatura può influenzare i processi metabolici ed è preferibile rimanere in ambienti caldi, così come astenersi completamente dal fumo.

Interessanti le raccomandazioni per il “prima” e il “dopo”. “Sarebbe meglio preparare l’organismo al digiuno con una dieta equilibrata, personalizzata e ricca di cibi e acqua di origine vegetale”, prosegue Di Renzo. “L’approccio migliore è un modello mediterraneo, ricco di flavonoidi, fibre e micronutrienti.

Per le persone con abitudini e ritmi alimentari irregolari, i medici suggeriscono di iniziare a mangiare regolarmente con un’adeguata ripartizione dei macronutrienti, evitando cibi processati o bevande zuccherate per una settimana prima del digiuno”.

Alcune regole base potrebbero essere d’aiuto per accompagnare l’inizio e la fine del periodo di restrizione calorica: “L’assunzione di cibo dovrebbe essere suddivisa in cinque pasti al giorno: colazione, pranzo, cena e due spuntini” conclude Di Renzo. “Il modello mediterraneo si basa su cereali integrali, frutta e verdura fresca, legumi, noci e uso quotidiano di olio d’oliva. 

Proteine di origine ​​vegetale e pesce fresco sono generalmente da preferire rispetto alla carne rossa. Da eliminare gli alimenti trasformati, mentre una piccola quantità, pari 125 g, di vino rosso è consentita una volta al giorno.

La dieta va personalizzata, considerando una restrizione calorica per chi è in sovrappeso e obeso, e una dieta isocalorica per i normopeso. Importanti, infine, anche un corretto apporto proteico, pari a 2 g/Kg di massa magra totale, e l’idratazione, con circa 2 litri d’acqua nelle 24 ore, fondamentale per regolare sia il sistema circolatorio che quello linfatico”.

Dr. Umberto Ilari

Leave a Reply