Aspirina tra mito e scienza

Aspirina tra mito e scienza

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Il mito dell’aspirina

La maggior parte delle cose in questo mondo non funzionano, l’aspirina sì. Kurt Vonnegut

La fitoterapia ha utilizzato l’acido salicilico (la sostanza naturale correlata all’aspirina sintetica) presente nel mirto, nel salice e nella spirea olmaria, sin dai tempi antichi (almeno dal 2500 A.C).

La storia  presenta molti esempi di uso dell’acido salicilico per scopi medicinali: ci sono tavolette di argilla degli Assiri nel periodo sumero (circa 4000 anni fa) in cui le foglie di salice sono consigliate per le malattie reumatiche; gli egizi descrivono l’uso delle foglie di salice o di quelle del  mirto per la cura dei dolori articolari o delle infiammazioni e Ippocrate (460-377 a.C.) consiglia un estratto di corteccia di salice per febbre, dolore e parto. Le antiche civiltà cinesi, romane e native americane conoscevano perfettamente i benefici delle piante contenenti acido salicilico per i loro effetti medicinali. Nel Medioevo, le venditrici di erbe medicinali facevano bollire la corteccia di salice ottenendo un decotto che veniva utilizzato per lenire i dolori: l’uso divenne così diffuso che, poichè il salice era la materia prima dell’arte della lavorazione del vimini, per proteggere questa forma di artigianato fu vietata la raccolta dei rami della pianta, pena multe anche molto pesanti.

La Spirea olmaria (detta semplicemente Olmaria), un’altra fonte di acido acetilsalicilico, era una delle tre erbe mediche più utilizzate dai druidi celtici(le altre due sono la menta acquatica e la verbena) ed è uno dei 50 ingredienti nella bevanda “Save” ,cioè “salva” menzionata nel XIV secolo nei “Racconti di Canterbury” da Geoffrey Chaucer

Fu un ecclesiastico inglese, il reverendo Edward Stone, a condurre il primo studio scientifico sui benefici della corteccia di salice quando la usò con successo per curare la febbre malarica in 50 dei suoi parrocchiani. Lo documenta in una lettera al presidente della Royal Society nel 1763 Nel 1828 Johann Andreas Buchner, professore di farmacologia all’Università di Monaco, purificò la salicina dalla corteccia di salice. Alcuni scienziati lavorarono per perfezionare il processo (tra cui anche il chimico italiano Raffaele Piria), ma fu il professor Hermann Kolbe, dell’Università di Marburg, a elaborare per primo la struttura chimica dell’acido salicilico e a realizzarla sinteticamente nel 1859. Purtroppo aveva un sapore sgradevole e irritava lo stomaco.

La prima sperimentazione clinica sul salicilato fu registrata nel 1876 da Thomas MacLagan, un medico di Dundee che usò la salicina per ottenere la remissione completa della febbre e dell’infiammazione articolare nei suoi pazienti che soffrivano di reumatismi acuti. Nel 1897 un giovane chimico della Bayer, Felix Hoffmann, iniziò a condurre degli studi per trovare un composto efficace e tollerabile, per alleviare i dolori reumatici del padre, che non tollerava il salicilato di sodio.

Il 10 agosto 1897 egli descrisse nelle sue note di laboratorio l’acido acetilsalicilico, da lui sintetizzato in forma chimicamente pura e stabile. Il 1° febbraio 1899 venne depositato il marchio Aspirina che un mese dopo, il 6 marzo, fu registrato nella lista dei marchi di fabbrica dell’Ufficio Imperiale dei Brevetti di Berlino.

L’etimologia del nome

Perchè il nome “Aspirina”? La versione ufficiale è che la “A” stà per “acetil” per la presenza del gruppo chimico acetile nella molecola del farmaco,  “spir-“ dal fiore Spiraea, da cui deriva l’acido salicilico, e il suffisso “-in”, usato, all’epoca, per indicare i farmaci.

Esiste tuttavia una leggenda partenopea secondo la quale  il nome “Aspirina” deriverebbe da “Aspreno“, uno dei santi protettori della città partenopea, il cui culto è rimasto in voga fino agli anni ’20 del secolo XX.

Infatti, prima dell’uso tradizionale della compressa, buona parte della popolazione afflitta da mal di testa si recava nella chiesa omonima, sita nei pressi di Piazza della Borsa, ove inseriva il cranio ben rasato in una piccola teca in cui erano conservate le reliquie del Santo. Si narra, allora, che, in una sua visita alla città, l’allora amministratore delegato dell’azienda Bayer, in visita nel capoluogo partenopeo, udì questa storia e al rientro in Germania diede alla molecola brevettata il nome che derivava da “Aspreno”: Aspirina, appunto.

Dr. Giuseppe Scala

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

Jack DB. One hundred years of aspirin. The Lancet 1997:350: 437-39

Elwood P. Aspirin yesterday, aspirin today, aspirin tomorrow: a history of prophylactic aspirin. 2017 International Aspirin Foundation

Goldberg DR. Aspirin: Turn-of-the century miracle drug accessed 12/05/2019 @ https://wwwsciencehistory.org/distillations/aspirin-turn-of-the-centuary-miracle-drug

Schrör K. Acetylsalicylic acid. 2016 Wiley

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