Aerosolterapia

Aerosolterapia: utilizzo e manutenzione

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L’aerosolterapia è una tecnica di somministrazione dei farmaci, usata principalmente per la cura o la prevenzione di malattie da raffreddamento, infiammazioni ed infezioni delle vie aeree.

Grazie alle particelle di aerosol delle soluzioni, le cure arrivano più facilmente all’organo bersaglio con dosi minori rispetto a quelle che dovrebbero essere assunte con una terapia orale e iniettiva, e vengono assorbite con maggior rapidità.

Si considera di buona qualità un apparecchio per aerosol che esaurisce il volume presente in ampolla nel giro di circa dieci minuti.

I vari tipi di apparecchi per aerosol

diversi tipi di apparecchi per aerosolterapia in commercio  si suddividono in tre tipologie:

  • Nebulizzatori pneumatici
  • Nebulizzatori a ultrasuoni
  • Nebulizzatori a membrana vibrante (o mesh)
  • I nebulizzatori pneumatici sono i più diffusi, sono dotati di un compressore che, attraverso un tubo in plastica, raggiunge l’ampolla nella quale è contenuto l’attivo. Attraverso l’emissione di un flusso di aria, il nebulizzatore trasforma la soluzione o sospensione da nebulizzare in una nebbia costituita da particelle in aria. Più sono piccole, più facilmente le particelle riescono a penetrare in profondità nelle vie respiratorie, fino agli alveoli polmonari, esplicando la loro azione terapeutica.
  • I nebulizzatori ad ultrasuoni hanno come elemento principale il cosiddetto cristallo piezoelettrico, che attraversato dalla corrente elettrica genera vibrazioni ad alta frequenza, che a loro volta generano le goccioline di aerosol.
  • I nebulizzatori mesh, invece, sono caratterizzati da una membrana porosa che vibrando forza il liquido da nebulizzare attraverso i pori e in questo modo genera la nebbia aerosolica.

Come effettuare una corretta manutenzione

Il dispositivo può essere facilmente colonizzato da germi provenienti dall’ambiente esterno o dal paziente con infezioni respiratorie. Una pulizia costante previene anche eventuali ostruzioni dell’apparecchio, permettendone un impiego più duraturo. 

Quando si è costretti ad  interrompere la terapia, la soluzione residua va gettata via e non riutilizzata. Una volta che il trattamento è concluso, si deve prestare attenzione al cosiddetto volume morto (o volume residuo), ossia la quantità di farmaco che rimane nell’ampolla del nebulizzatore alla fine di ogni somministrazione.

Maggiore è la quantità di prodotto residuo, minore sarà l’efficacia della terapia. È quindi consigliabile di diluire il farmaco con una soluzione fisiologica in modo che, in percentuale, nel volume residuo rimanga meno farmaco.

La pulizia può essere effettuata semplicemente immergendo ampolla e mascherina in una bacinella riempita con acqua calda e sapone neutro e risciacquando il tutto con acqua corrente. Infine i componenti dovrebbero essere lasciati ad asciugare all’aria o puliti con un panno in microfibra, evitando di lasciare residui di lanugine o filamenti. Tutti gli accessori vanno riposti in un contenitore ben chiuso e posto in un ambiente privo di umidità.

E’ consigliabile disinfettare il nebulizzatore alla fine di ogni trattamento. Una volta staccata la spina dell’alimentazione e letto le istruzioni, procedere allo smontaggio di ogni singola parte dell’apparecchio. Il nebulizzatore e il boccaglio bisogna farli bollire per almeno 10 minuti mentre per la mascherina è consigliabile, per evitare danni, immergerla per un quarto d’ora in acqua fredda con candeggina o sodio bicarbonato. Una volta risciacquato ogni elemento, asciugare il tutto con un panno in microfibra per evitare residui di peli.

Dr. Umberto Ilari

Co- founder del sito: www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

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