Calze a compressione graduata: un alleato per le insufficienze venose

Calze a compressione graduata: un alleato per le insufficienze venose

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Da molti considerate “calze per vecchi”, per chi lavora molte ore in piedi invece indispensabili.

Le calze a compressione graduata, negli anni, sono andate a sostituire l’antica tecnica dell’elastocompressione che veniva utilizzata per trattare le problematiche linfatiche e varicose mediante l’utilizzo di bendaggi che comprimevano le vene superficiali favorendo il ritorno venoso.

Le calze fanno il medesimo lavoro: esercitano una pressione sull’arto, decrescente verso l’alto, stimolando l’azione pompa dei muscoli del polpaccio che, contraendosi, spremono le vene muscolari spingendo il sangue verso il cuore.

A differenza delle normali calze la cui scelta si basa sul numero dei denari, le calze a compressione graduata vanno scelte secondo specifiche esigenze ed è per questo che vengono classificate in base al grado di compressione, che viene espresso in millimetri di mercurio (mmHg).

Tipologia di calze

CLASSE A – preventiva

Ha una compressione di 10-14 mmHg

Consigliato a:

  • soggetti predisposti
  • gambe gonfie
  • teleangectasie
  • edemi modesti.

CLASSE I 

Compressione L15-17 mmHg

  • varici
  • acrocianosi
  • post-scleroterapia delle teleangectasie.

Compressione H 18-21 mmHg

  • varici tronculari
  • varici con edema rilevante
  • post-varicectomia
  • post-scleroterapia
  • artrosi del piede e del ginocchio.

CLASSE II

Compressione 23-32 mmHg

  • sindrome post-trombotica
  • durante il trattamento delle ulcere
  • sindrome posttraumatica
  • angiodisplasie
  • trombosi venosa profonda
  • insufficienza venosa profonda
  • linfedema reversibile
  • lipedema

Come si scelgono?

Le calze terapeutiche sono vere e proprie dispositivi medici e devono essere prescritte dallo specialista.

In ogni caso, al momento dell’acquisto, bisogna individuare la taglia giusta per il paziente: verranno infatti prese alcune misure come circonferenza di caviglia, polpaccio e coscia ma anche la statura del paziente.

Esistono inoltre infiniti modelli tra i quali scegliere in rapporto alle necessità: gambaletto, calza con autoreggente alla coscia, collant completo o monocollant destro o sinistro (questi normalmente prescritti dal medico competente), punta aperta o punta chiusa.

Come si indossano?

Parliamo di calze preventive per le quali basterà il semplice consiglio del farmacista o della persona che ve le sta vendendo.

Tutti quelli che si approcciano per la prima volta a questo tipo di indumento rimangono perplessi nell’accertare la maggior compattezza delle fibre del piede rispetto alla comune calza preoccupandosi delle difficoltà di indossare il capo, ciò è dovuto al fatto che a livello del piede e della caviglia la compressione è maggiore.

È solo una questione di abitudine, dopo un po’ di pazienza vi accorgere dei benefici che ne trarrete e non potrete più farne a meno!

Ecco allora qualche trucchetto per rendere meno spiacevole l’utilizzo delle calze.

  • Le calze vanno indossate prima di alzarsi dal letto o comunque prima che le gambe inizino a gonfiarsi!
  • Per le calze a punta aperta, nella confezione è presente un pedalino di seta che deve essere indossato prima di mettere la calza, esso infatti permette lo scorrimento della stessa.
  • È estremamente importante indossare la calza correttamente distribuendola in modo uniforme sulla gamba per evitare la sovrapposizione delle fibre in alcune zone o, al contrario, lo stiramento delle maglie.
  • Non tirare il gambaletto a coprire il ginocchio e non “risvoltare” la balza elastica.

Come trattarle per farle durare di più?

  • Lavarle in acqua fredda
  • Sapone di marsiglia o detersivo per delicati
  • No lavatrice
  • Preferibilmente non stese in tensione ma piuttosto lasciata asciugare orizzontalmente per evitare il danneggiamento delle fibre elastiche.
  • Non sole, no termosifoni, no asciugatrice

Dott.ssa Gaia Zanello

Ig: lafarmacia_smart

Fonti

http://www.drmassimodimartino.it

https://www.solidea.com/

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