Perché è fondamentale l'allattamento al seno?

Perché è fondamentale l’allattamento al seno?

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L’alimento naturale per eccellenza è il latte materno ed è specifico per ogni bambino, soddisfacendo i suoi fabbisogni nutrizionali.

Allattare al seno significa promuovere un’interazione e un legame affettivo unico tra nutrice e lattante, che ha l’opportunità di ricevere tutto ciò di cui ha bisogno per crescere e affrontare l’esposizione all’ambiente.

 I  fattori di crescita ne sono l’esempio: sostanze che regolano lo sviluppo dell’organismo del piccolo promuovendone la formazione di anticorpi e cellule vive, che conferiscono protezione nei confronti delle infezioni e concorrono a prevenire le allergie.

Il latte materno, poi, è sempre pronto, alla temperatura giusta, ed è sicuro perché non richiede preparazione né conservazione, e cambia continuamente di sapore, educando il gusto del lattante .

Allattare al seno è quindi vantaggioso ed è un duplice investimento: per la salute del bambino per il quale il latte materno è l’alimento per eccellenza, e per quella della madre: anche la nutrice infatti ogni anno di allattamento al seno riduce del 4% il rischio di tumore alla mammella e inoltre, malgrado il depauperamento fisiologico del calcio, l’allattamento costituisce uno stimolo importante al metabolismo osseo e svolge quindi un ruolo preventivo nei confronti dell’osteoporosi in età senile. Un ruolo fondamentale e insostituibile viene ricoperto dalle figure professionali  legate all’evento della nascita (ostetrica/o, ginecologa/o, neonatologi e puericultrici) che suggeriscono  l’allattamento al seno. L’ obiettivo è rassicurare e aiutare la neo-mamma che spesso è condizionata da paure e preconcetti: ogni mamma può allattare e non deve avere timori circa la bontà e l’adeguatezza qualitativa del proprio latte.

Perché allattare?

Per motivare una donna ad allattare è fondamentale l’informazione già in gravidanza su alcune buone regole da seguire: per esempio il bambino va attaccato appena possibile, subito dopo il parto ed è fondamentale la stimolazione meccanica del capezzolo.

 La disposizione d’animo e la serenità della nutrice sono altri presupposti indispensabili: alcune donne, per esempio, sono già intenzionate a non allattare  e per questo non devono essere colpevolizzate mentre altre, desiderose di farlo, si fanno prendere dall’ansia mettendone a rischio l’opportunità.

Il ruolo del pediatra è imprescindibile; ma il supporto del partner, della famiglia e magari di un’amica che ha già affrontato l’esperienza sono senza dubbio utili. Altrettanto efficace è anche l’aiuto che possono fornire l’ostetrica e, ove disponibile, la consulente in allattamento, una figura professionale poco conosciuta ma operativa in alcune strutture.

La produzione del latte, detta anche lattogenesi, è legata a due ormoni fondamentali: la prolattina e l’ossitocina. Il primo è prodotto dall’adenoipofisi, una ghiandola situata alla base del cranio e come suggerisce il suo stesso nome, stimola direttamente la ghiandola mammaria. Le modificazioni del profilo ormonale che si verificano al termine della gravidanza sono un primo segnale dell’aumento della prolattina.

L’ossitocina proviene dalla neuroipofisi e tra i suoi molteplici effetti, attiva la contrazione della muscolatura liscia dei dotti galattofori promuovendo così la fuoriuscita del latte.

Questi sono i meccanismi principali, ma una condizione indispensabile per mantenere la produzione del latte è la stimolazione meccanica del capezzolo, che facilita la secrezione di prolattina e ossitocina: da qui il consiglio di attaccare al seno il bambino il più presto possibile e con regolarità, anche e soprattutto se la comparsa del latte dovesse tardare.

Cosa deve fare la mamma che allatta?

La nutrice deve seguire un’alimentazione equilibrata e variata, ricca in frutta e verdura, con un modesto aumento dell’apporto calorico (500 calorie al giorno) e un’adeguata assunzione di acqua (almeno 2 litri).

Naturalmente ogni mamma richiede valutazioni e consigli del tutto personalizzati: in alcuni casi, per esempio, può essere indicato il ricorso a integratori galattogoghi sostanze cioè che sostengono l’organismo materno in questo periodo in cui è sottoposto a maggior impegno e agevolano la produzione del latte.

La scarsa produzione di latte rappresenta una delle ragioni più frequenti di interruzione dell’allattamento al seno: i galattogoghi o lattogoghi sono sostanze ritenute di supporto all’inizio, e poi nell’aumento e nel mantenimento della produzione materna di latte. Tra queste, principi naturali notoriamente impiegati come integrazione per la mamma sono gli estratti di due piante, la Galega officinalis e il Cardo mariano.

Sarà compito del pediatra valutare l’andamento dell’allattamento e di volta in volta suggerire le strategie più funzionali alla singola mamma.

In una recente pubblicazione scientifica emerge un dato che  il bambino allattato al seno materno ha maggiori probabilità di successo professionale e sociale nel corso della propria vita.

Dr. Umberto Ilari

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonte

AOGOI  Rivista Ben Essere Donna 2020/1

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