insonnia e covid-19

L’insonnia ai tempi del Covid-19

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Il sonno costituisce una funzione fondamentale per il nostro organismo in quanto migliora l’umore, scandisce il ritmo circadiano per il rilascio di ormoni, influisce positivamente le funzioni cerebrali migliorando la nostra salute mentale.
L’insonnia, di contro, rappresenta il 90% dei disturbi del sonno ed è il più frequente tra i disturbi psichiatrici, interessando nella forma cronica dal 10 al 13% della popolazione italiana e nelle forme acute e transitorie fino al 60%.
Con lo scoppio della pandemia mondiale da Covid-19, in Italia, i sintomi di insonnia sembrano aver superato la frequenza dei sintomi d’ansia.
Si è registrato un incremento preoccupante della prescrizione di ipnotici/sedativi con potenzialità di abuso di circa il 17-19%.


Cos’è l’insonnia?

L’insonnia è definita, dall’International Classification of Sleep Disorder, come “difficoltà nell’iniziare e/o mantenere il sonno” o come “sensazione di sonno non riposante”.
Nello specifico può essere:

  • insonnia iniziale/precoce (difficoltà ad addormentarsi);
  • insonnia di mantenimento (risvegli notturni frequenti);
  • insonnia tardiva (risveglio precoce);
  • insonnia mista o generalizzata (combinazione di difficoltà
  • sopra citate).

Nonostante sia un disturbo del sonno, l’insonnia ha ripercussioni anche nel periodo di veglia, in quanto i soggetti che ne soffrono lamentano sonnolenza diurna, alterate capacità lavorative, ansia e depressione.


Quali sono i parametri per definire che un soggetto soffre d’insonnia?


I criteri minimi per parlare d’insonnia sono:

  • quantità di tempo per l’addormentamento e di risveglio notturno uguale o superiore a 30 minuti;
  • frequenza uguale o maggiore a 3 notti a settimana;
  • durata uguale o maggiore a 3 mesi.


Cause dell’insonnia da Covid-19


Dormire bene durante una pandemia può risultare difficile anche per coloro che non soffrono abitualmente di disturbi del sonno. Le cause sono molteplici.
Innanzitutto c’è l’incertezza del domani: la preoccupazione sulla nostra salute, su quella dei nostri cari e sulla condizione economica familiare ci sovrasta.
È subentrata una nuova routine quotidiana, definita da nuovi orari lavorativi, da periodi di isolamento totale, stress e assenza di vita sociale. Si tende a fare meno attività fisica e si cercano dei diversivi su Netflix, Whatsapp, Youtube.
Questa minore esposizione alla luce solare accompagnata dall’esposizione alla luce blu degli schermi, compromette la produzione di melatonina e il naturale ritmo sonno-veglia.


Dati statistici


I soggetti più colpiti sono donne e bambini.
In uno studio italiano, coordinato dall’Università di Parma e pubblicato sulla rivista Frontiers of Psychology, sono stati indagati seimila casi, tra marzo e maggio scorsi, di persone di età compresa tra 18 e 82 anni ed è risultato che il 55.3% lamentava una ridotta qualità del sonno e modificazioni del ritmo sonno-veglia, con un’ anticipazione o posticipazione del periodo di sonno, con l’aggiunta di una maggiore quantità di sonno diurno.
C’è stato un sensibile aumento di disturbi del ritmo circadiano in età pediatrica, di insonnia e conseguenti disturbi dell’umore e comportamentali.


Come combattere l’insonnia durante la pandemia da Covid-19


È importante stabilire una determinata routine nella vita quotidiana. È utile:

  • mantenere un normale ciclo sonno-veglia, con sveglie impostate e orari stabiliti per andare a dormire;
  • evitare il sonnellino pomeridiano;
  • fare attività fisica;
  • seguire un’alimentazione sana (vietato l’abuso di caffè, alcol e nicotina);
  • dedicare del tempo a rilassarsi prima di andare a dormire.ù

Trattamento dell’insonnia durante la pandemia da Covid-19


L’approccio farmacologico, tra le opzioni a disposizione in Italia, comprende gli agonisti dei recettori gabaergici (benzodiazepine a breve/media emivita e Z-drugs) e agonisti dei recettori della melatonina (melatonina 2 mg a rilascio prolungato).
La scelta del farmaco dovrebbe basarsi su vari fattori, il tipo di insonnia, l’età, le comorbilità, i potenziali effetti collaterali e la durata del trattamento.

Dott.ssa Sabrina Minò

www.iconsiglideifarmacisti.t

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