Dobbiamo dire addio ai lassativi contenenti aloe?

Dobbiamo dire addio ai lassativi contenenti Aloe?

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L’8 Aprile 2021 è entrato in vigore il regolamento pubblicato il 19 Marzo in Gazzetta Ufficiale riguardo la modifica dell’allegato III del regolamento CE n. 1925/2006 in riferimento alle sostanze il cui impiego negli alimenti è vietato, soggetto a restrizioni o sottoposto alla sorveglianza della comunità.

Di cosa stiamo parlando?

L’aggiornamento del suddetto regolamento riguarda un insieme di lassativi, classificati come derivati antrachinonici, tra i quali quelli a base di Aloe, di Senna, di Cascara, di Frangula e di Rabarbaro.

Queste piante contengono delle sostanze antrachinoniche in forma glicosilata, nelle quali cioè il gruppo funzionale antrachinonico è legato ad uno zucchero.

Questo legame viene spezzato a livello dell’intestino crasso da enzimi prodotti da lattobacilli e bifidobatteri (β-glicosidasi) che liberano l’antrachinone, la molecola attiva come lassativo.

Meccanismo d’azione dei lassativi antrachinonici

Questi composti agiscono determinando un aumento della peristalsi grazie ad un effetto irritante sulle terminazioni nervose della parete intestinale.

In pratica, il loro meccanismo d’azione produce un aumento dei valori di istamina e serotonina, che a livello intestinale producono una maggiore contrattilità della muscolatura liscia enterica. Inoltre gli antrachinoni favoriscono l’accumulo di liquidi nel lume intestinale, producendo una maggiore distensione della parete addominale e un conseguente aumento della peristalsi.

Questi effetti si esplicano in un arco che va dalle 8 alle 12 ore dall’assunzione del farmaco, motivo per il quale se ne sconsiglia l’assunzione serale.

A proposito dei lassativi a base di Aloe Barbadensis va fatta una precisazione: le molecole attive dell’Aloe sono contenuti nella cuticola esterna della foglia, mentre il succo di Aloe Vera viene estratto dal gel contenuto all’interno della foglia e non possiede alcun effetto lassativo poiché non contiene antrachinoni.

Questo tipo di lassativi è controindicato in quei pazienti che soffrono di occlusioni intestinali, di malattie infiammatorie del colon (come appendicite, morbo di Crohn, colite ulcerativa, sindrome del colon irritabile e diverticoli).

Inoltre se ne sconsiglia l’impiego nelle donne in gravidanza e in allattamento nonché nei bambini di età minore di 10 anni. 

Interazioni con altri farmaci

I lassativi antrachinonici riducono l’assorbimento di altri farmaci aumentando la velocità del transito intestinale. Potenziano l’azione di farmaci glicosidi cardiaci (digossina) e interagiscono con antiaritmici (chinidina).

Inducono la perdita di potassio aggravando l’effetto dei diuretici tiazidici, degli adrenocorticosteroidi o del succo di radice di liquirizia.

Come abbiamo avuto modo di intuire, questi lassativi pur essendo di origine naturale, non possono essere considerati totalmente sicuri ed è per questo che nel 2013 l’EFSA (European Food Safety Authority) affermava che i derivati dell’idrossiantracene possono migliorare la funzionalità intestinale, ma ne sconsigliava l’uso prolungato e il consumo a dosi elevate.

Successivamente la Commissione Europea ha chiesto all’EFSA di valutare la sicurezza d’impiego di questi prodotti vegetali negli alimenti e nel contempo di fornire un parere sulla dose di assunzione giornaliera priva di effetti nocivi.

Sulla base dei dati disponibili, l’EFSA conclude oggi che alcuni derivati dell’idrossiantracene sono genotossici (possono danneggiare il DNA) e provocare cancro all’intestino: di conseguenza non è possibile stabilire una dose giornaliera ritenuta sicura.

Perché solo adesso?

Nel tempo i lassativi contenenti derivati idrossiantracenici hanno riscontrato sempre più successo, spesso utilizzati a dosi molte elevate.

Questo ha esposto i soggetti che ne facevano uso a diversi fenomeni di tossicità. Inoltre, il consumatore spesso ne faceva un uso cronico e non occasionale, come veniva raccomandato.

Secondo il decreto entrato in vigore l’ 8 Aprile 2021 i preparati contenenti le seguenti sostanze:

  • Aloe-emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza;
  • Emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza;
  • preparazioni a base di foglie di specie di Aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene;
  • Dantrone e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza;

sono stati rimossi dal commercio.

Mentre:

  • Preparazioni a base della radice o del rizoma di Rheum palmatum L., Rheum officinale Baillon e loro ibridi contenenti derivati dell’idrossiantracene;
  • Preparazioni a base di foglie o frutti di Cassia senna L. contenenti derivati dell’idrossiantracene;
  • Preparazioni a base di corteccia di Rhamnus frangula L. o Rhamnus purshiana DC. contenenti derivati dell’idrossiantracene;

sono stati sottoposti al controllo da parte della comunità europea.

Conclusioni

Non solo molti integratori sono stati ritirati ma i produttori di farmaci lassativi sono invitati a certificare che i loro estratti non contengono Emodina, Aloe-emodina e Dantrone: solo in questo caso gli integratori potranno restare in vendita.

Il consiglio dei farmacisti è quello di recarsi in farmacia per chiedere se i prodotti che avete in casa siano ancora da ritenere sicuri: la raccomandazione è, comunque, quella di fare di qualunque lassativo un uso occasionale orientando la propria scelta verso quegli integratori con un effetto farmacologico blando e di elevata sicurezza d’impiego. 

Dott.ssa Franzi Claudia Cherubina
Ig: la_fitofarmacista

Fonti

  1. https://www.efsa.europa.eu/
  2. Safety of hydroxyanthracene derivatives for use in food
  3. REGOLAMENTO (UE) 2021/468 DELLA COMMISSIONE del 18 marzo 2021 
  4. OMS Monografie di piante medicinali, Vol 1.

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