La malaria e l’albero che ha cambiato la mappa del mondo

La malaria e l’albero che ha cambiato la mappa del mondo

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Per secoli, la malaria, una malattia causata da un parassita trasmesso dalle zanzare, ha afflitto persone in tutto il mondo. Ha devastato l’Impero Romano; ha ucciso tra i 150 e i 300 milioni di persone nel XX secolo e, secondo l’ Organizzazione mondiale della sanità , quasi la metà della popolazione mondiale vive ancora in aree in cui la malattia viene trasmessa.

I rimedi medievali per curare  l’”aria cattiva”,  riflettevano l’erronea convinzione che fosse una malattia trasmessa dall’aria e andavano dal salasso alle amputazioni degli arti fino al taglio di un buco nel cranio. Ma nel 17° secolo, la prima cura conosciuta sarebbe stata trovata  nel profondo delle Ande.

La Cinchona

Secondo la leggenda, il chinino fu scoperto come cura per la malaria nel 1631 quando la contessa di Cinchona, una nobildonna spagnola sposata con il viceré del Perù, si ammalò di febbre alta e forti brividi – i classici sintomi della malaria.

Nel disperato tentativo di guarirla, il viceré diede a sua moglie un intruglio preparato dai sacerdoti gesuiti fatto con la corteccia di un albero andino e mescolato con sciroppi di chiodi di garofano e foglie di rosa ed altre piante essiccate. La contessa si riprese presto e la pianta miracolosa che la guarì fu chiamata “cinchona” in suo onore. Oggi è l’albero nazionale del Perù e dell’Ecuador.

La maggior parte degli storici però contesta questa storia, ma come in molte leggende, alcune parti di essa sono vere. Il chinino, un composto alcaloide presente nella corteccia della china, può effettivamente uccidere il parassita che causa la malaria. Ma non è stato scoperto dai gesuiti spagnoli.

Il chinino, infatti, era già noto ai popoli indigeni Quechua, Cañari e Chimú che abitavano gli odierni Perù, Bolivia ed Ecuador prima dell’arrivo degli spagnoli e sono stati loro a parlarne ai gesuiti spagnoli.

Questi ultimi schiacciavano la corteccia color cannella riducendola ad una polvere densa e amara che poteva essere facilmente digerita.

L’intruglio divenne noto come “Polvere dei Gesuiti”, e presto le persone in tutta Europa iniziarono a scrivere di un rimedio “miracoloso” per la malaria scoperto nelle giungle del Nuovo Mondo. Entro il 1640, i gesuiti avevano stabilito rotte commerciali per trasportare la corteccia di china in tutta Europa.

In Francia, il chinino veniva usato per curare le febbri intermittenti del re di Francia Luigi XIV alla corte di Versailles. A Roma la polvere è stata testata dal medico privato del papa e distribuita gratuitamente al pubblico dai sacerdoti gesuiti.

Ma nell’Inghilterra protestante, il farmaco è stato accolto con un certo scetticismo, poiché alcuni medici hanno etichettato l’intruglio promosso dai cattolici come un “veleno papale”.Oliver Cromwell sarebbe morto per complicazioni malariche dopo aver rifiutato la “Jesuit Powder”.

Tuttavia, nel 1677, la corteccia di china fu elencata per la prima volta dal Royal College of Physicians nella sua London Pharmacopoeia come medicina ufficiale utilizzata dai medici inglesi per curare i pazienti.

Per alimentare la loro mania della china, gli europei assunsero gente del posto per trovare il prezioso “albero della febbre” nella foresta pluviale, raschiarne la corteccia con un machete e portarlo alle navi mercantili in attesa nei porti peruviani. L’aumento della domanda di china ha portato rapidamente gli spagnoli a dichiarare le Ande “la farmacia del mondo”, e di conseguenza, l’albero di china è presto diventato raro.

La Cinchona al pari del petrolio

Il valore della Cinchona è aumentato vertiginosamente durante il 19° secolo, quando la malaria era una delle più grandi minacce affrontate dalle truppe europee schierate nelle colonie d’oltremare.

Addirittura, come capitato per il petrolio oggi, l’ottenimento di scorte adeguate di chinino ha portato ad un vantaggio strategico nella corsa al dominio globale e la corteccia di china si è trasformata in una delle materie prime più importanti al mondo.

Non era solo la corteccia di china ad essere preziosa. Anche i suoi semi diventarono un prodotto molto richiesto.

I governi britannico e olandese volevano piantare la china nelle loro colonie per fermare la loro dipendenza dal Sud America, ma scegliere il seme giusto non è stato facile. Infatti, ognuna delle 23 specie di china ha un diverso contenuto di chinino.

Dal Gin al…Vermouth

Nel  1850, gli inglesi avevano piantato con successo piantagioni di “alberi della febbre” nel sud dell’India, dove la malaria era dilagante. Ben presto, le autorità britanniche iniziarono a distribuire il chinino raccolto localmente a soldati e dipendenti pubblici.

Si racconta che per rendere meno “amara” la medicina, si fosse stabilita l’abitudine di mescolare il  Gin al chinino , inventando così la prima acqua tonica e la famosa bevanda gin tonic.

Oggi nell’acqua tonica si trovano ancora piccole quantità di chinino. Ma si tratta, probabilmente di un mito, in quanto pare che alla medicina venisse aggiunto ogni tipo di liquore per stemperarne il gusto: e che si trattasse di rum, Brandy o Arak non faceva alcuna differenza.

Tuttavia, il mito del Gin Tonic come potente bevanda di prevenzione antimalarica ha ingannato persino Winston Churchill, che avrebbe affermato che la bevanda aveva salvato “più vite e menti degli inglesi di tutti i medici dell’Impero”.

Il Chinino contro il Covid-19

Sostituito quasi definitivamente dall’Artemisina, un farmaco derivato dalla pianta dell’assenzio a partire dagli anni 70 in poi, il chinino è tornato alla ribalta prepotentemente in questi mesi, perchè si è parlato insistentemente di un suo derivato sintetico, l’idrossiclorochina, come di un potenziale farmaco in grado di trattare efficacemente il Covid, ma gli studi relativi sono stati interrotti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per problemi di sicurezza.

A proposito: sempre per restare nel campo…alcolico, il distillato d’assenzio è la base aromatica principale nella preparazione del Vermouth.

Dr. Giuseppe Scala

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

https://iancommunity.org/cs/what_do_we_know/story_of_quinine

https://learnenglishkids.britishcouncil.org/short-stories/the-story-quinine?WT.mc_id=LEKidsMAtachIsrael

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