Piante sedative: Valeriana

Piante sedative ed ipnoinducenti: Valeriana

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La valeriana (nome latino: Valeriana officinalis) è una delle piante sedative più conosciuta al mondo: le parti più utilizzate sono le radici, i rizomi e gli stoloni essiccati.

Usi avvalorati da studi clinici

Si tratta di un blando sedativo ed un induttore del sonno. La droga viene utilizzata come alternativa naturale o come sostituto dei sedativi di sintesi nel trattamento dei disturbi del sonno dovuti all’ansia e degli stati di eccitazione nervosa.

Usi descritti da Farmacopee e in medicina tradizionale

La Valeriana presenta anche un attività digestiva ed è inoltre efficace negli spasmi della muscolatura liscia e nel dolore gastrointestinale di origine nervosa. In associazione con la papaverina, la belladonna o altri spasmolitici riduce gli stati dolorosi tipici della colite spastica.


L’attività sedativa della Valeriana è stata dimostrata sia in vitro che in vivo: ma non possiamo comprendere la sua azione se non siamo a conoscenza della modalità di azione del recettore per il GABA a livello del Sistema Nervoso Centrale (SNC).


L’attività del GABA (acido gammaminobutirrico) è quella di esercitare un azione inibitoria sui nostri neuroni a livello del SNC, producendo un’attivazione di tutti quei processi che portano ad un maggiore rilassamento psico-fisico e all’induzione del sonno.


Quindi, più GABA ci sarà a livello dei nostri neuroni celebrali più forte sarà il suo effetto sedativo. Molti farmaci di sintesi, come le benzodiazepine ad esempio, agiscono aumentando l’attività del GABA.


I principi attivi della Valeriana agiscono potenziando la trasmissione GABA-ergica con diverse modalità:

  • Grazie alla notevole affinità per i recettori GABA-a (uno dei tanti tipi di recettori per il GABA) presentata sia dall’estratto idroalcolico che da quello acquoso;
  • Inibendo la ricaptazione e stimolando il rilascio di GABA nella fessura sinaptica, aumentando conseguentemente la concentrazione del neurotrasmettitore al livello sinaptico tramite l’estratto acquoso delle radici di V. officinalis; inoltre, il GABA è stato trovato negli estratti di Valeriana come componente;
  • Infine i risultati degli studi in vivo suggeriscono che l’attività della droga sia dovuta ad elevati livelli di glutammina presenti nell’estratto. Questa sostanza è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica e venire metabolizzata in GABA.

L’attività spasmolitica è dovuta principalmente a due composti che sono il valtrato e il diidrovaltrato. Questi composti agiscono sui centri del sistema nervoso centrale rilassando la muscolatura liscia intestinale, un effetto che sembrerebbe essere dovuto alla modulazione dell’ingresso di Calcio nelle cellule.


Controindicazioni

L’ uso della Valeriana è controindicato in gravidanza e nell’allattamento per mancanza di studi che ne confermino la sicurezza d’uso in queste circostanze. Non bisogna somministrare sotto i 12 anni di età la Valeriana senza un parere medico.


E’ sconsigliato assumere la Valeriana insieme ad alcolici o altri farmaci sedativi a causa del possibile aumento del suo effetto. E’ sconsigliato l’impiego della Valeriana in soggetti che debbano guidare.


Posologia

  • Estratto secco in infuso: 2-3 g per tazza 1-5 volte al dì
  • Tintura (1:5, etanolo al 70%) 1 cucchiaino una o più volte al dì
  • Estratti secchi: dosaggio corrispondente a 1,5-4,5 g/die di droga (tipico dosaggio di 405mg/die max). (12,13)

Dott.ssa Franzi Claudia Cherubina; la_fitofarmacista

Supportato dalla Società Italiana di Fitoterapia (S.I.Fit.)

Fonti

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