Utilizzo dei nutraceutici nel combattere il colesterolo

Utilizzo dei nutraceutici nel combattere il colesterolo

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Una recente review pubblicata su Current Atheroscleroris  Reports conferma che in soggetti affetti da dislipidemia da lieve a moderata a basso rischio cardiovascolare, l’utilizzo di  alcuni nutraceutici detti ipolipemizzanti potrebbe migliorare in sicurezza i livelli di colesterolo nel sangue.

Il lavoro proposto ha fornito un elenco  di informazioni supportate da dati clinici circa i principali integratori ad azione ipocolesterolemizzante, con particolare riferimento alla loro efficacia, sicurezza di impiego e definendo i soggetti che potrebbero ottenere il massimo vantaggio con l’utilizzo di questi principi attivi.

Questi sono stati divisi in base al loro meccanismo d’azione principale: inibitori dell’assorbimento intestinale, quali fibre solubili, fitosteroli e probiotici specifici, inibitori della sintesi epatica del colesterolo, come riso rosso fermentato, carciofo e bergamotto, induttori della escrezione del colesterolo per via biliare come la berberina.

Gli inibitori dell’assorbimento del colesterolo hanno un’efficacia limitata e richiedono spesso più somministrazioni quotidiane, comunque la loro efficacia e tollerabilità è comprovata. Il riso rosso fermentato resta il nutraceutico ipocolesterolemizzante più efficacie, ma anche l’utilizzo del carciofo e bergamotto, in special modo associati tra di loro o con altre sostanze, mostra sempre di più dati di efficacia. Queste sostanze ( Carciofo e bergamotto) funzionano solo quando impiegati sotto forma di estratti di alta qualità. La berberina è un nutraceutico di grande interesse per le sue azioni su metabolismo lipidico, glucidico ed emodinamico, che però purtroppo sono molto più evidenti a dosi superiori rispetto ai soli 500 mg/die utilizzabili negli integratori secondo la legislazione italiana.  Comunque rimane un’ottima sostanza , specie quando associata ad altri con diverso meccanismo d’azione.

La condizione di ipercolesterolemia lieve-moderata nella popolazione generale è molto diffusa e la riduzione della stessa può avvenire con modificazione dello stile di vita e nutraceutici specifici.  Per il futuro c’è l’incognita della reazione del mercato italiano alle nuove normative regolatorie che arriveranno dalla Commissione Europea di depotenziare gli integratori che contengono dosi più alte di principi attivi derivati dal riso rosso fermentato . Si potrà ovviare a questa riduzione dei dosaggi con formulazioni più complesse o con  l’impiego di derivati del riso rosso con una maggiore biodisponibilità.

Dr. Umberto Ilari

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

https://link.springer.com/journal/11883

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