Cannella

La Cannella: un aromatico toccasana

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La cannella (Cinnamomum verum) è un albero sempreverde della famiglia delle Lauracee.

Originario dello Sri Lanka, si è diffuso in tutto il mondo. Vengono chiamate comunemente “cannella” due piante differenti; quelle più spesso usate come spezie sono la Cinnamomum Vera e la Cinnamomum Cassia. La spezia viene ricavata dal fusto e dai ramoscelli, che assumono l’aspetto di una piccola pergamena color nocciola, una volta liberati dal sughero esterno ed opportunamente trattati.

La cannella può essere venduta in questa forma, sbriciolata al momento dell’uso o ridotta in polvere. Non è infrequente l’uso dell’olio essenziale di cannella, che può essere inalato, usato per massaggi o ingerito in gocce. In questa formulazione viene utilizzato per alleviare i sintomi del raffreddore, per alleviare i dolori mestruali, per massaggi contro la cellulite o per perdere peso.

La cannella ha un piacevole effetto collaterale: è considerata un vero e proprio afrodisiaco. Conosciuta per questo effetto già nell’antico Egitto: un cucchiaino aggiunto a una bevanda stimolerebbe la produzione di feromoni, ovvero di effluvi corporali. La cannella favorisce inoltre l’irrorazione sanguigna degli organi genitali.

I benefici della cannella

La cannella offre diversi benefici al nostro organismo, produce infatti effetti come:

  • Il riequilibrio della glicemia;
  • La riduzione di trigliceridi ed LDL (il colesterolo dannoso)
  • Un azione protettiva nei confronti dell’Alzheimer, prevenendo la degenerazione cellulare e rallentando la progressione della malattia
  • Ha inoltre una significativa azione come antibiotico ed antifungino ( agisce sulla Candida).
  • Dimostra attività anti-infiammatoria ed antidolorifica,
  •  É utile a combattere raffreddore e virus intestinali,
  • É una buona fonte di minerali come manganese, ferro e calcio.

Quali sono i principali componenti attivi della cannella?

La Cinnamaldeide estratta dal Cinnamonum zeylanicum ha mostrato una significativa azione di riduzione del glucosio plasmatico ( parametro per valutare la concentrazione media di glucosio nel sangue) ed emoglobina glicata ( l’emoglobina glicata permette di sapere se la glicemia ha superato i livelli di “guardia” nelle persone diabetiche o a rischio di diventarlo) nelle sperimentazioni cliniche su animali. La cinnamaldeide sarebbe anche responsabile dell’aumento della secrezione di insulina da parte del pancreas.

L’acido cinnamico ed in misura ancora maggiore il suo metabolita, l’acido 2-metossi cinnamico sembrerebbero produrre un’attività anti glicemica ancora più rilevante, sia attraverso l’aumento della sensibilità insulinica, sia attraverso l’inibizione di due enzimi che scindono i carboidrati più complessi in zuccheri semplici.

L’uso regolare della cannella risulta quindi molto indicato nel trattamento cronico del diabete.

Dose ideale di cannella

Negli studi clinici la dose ideale per produrre un’effetto significativo è compresa tra 1,5 e 3 grammi. Va assunta però con cautela in gravidanza, perchè può stimolare le contrazioni uterine ed inoltre può avere un effetto negativo sullo sviluppo del feto. Ha un’attività stimolante la secrezione gastrica, per cui è controindicata nei soggetti con ulcera o in trattamento con farmaci anti-infiammatori. Può produrre (se usata a dosaggi elevati) diarrea ed inoltre nel caso della cannella della specie “cassia” puo’ essere dannosa per il fegato.

Come preparare una tisana

Una buona tisana alla cannella si ottiene mettendo 125 grammi di acqua ( o poco più di mezzo bicchiere ) in un pentolino, portandola all’ebollizione. Si spegne il fuoco e si aggiunge un cucchiaio della stessa. Si lascia in infusione per una decina di minuti, si filtra e si beve la tisana tiepida Si può zuccherare il tutto con un cucchiaio di miele.

Non abusare della tisana: è preferibile non berne più di tre tazze al giorno.

Dr. Giuseppe Scala

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

  • Effetti sulla Transtiretina nel plasma e nel fluido cerebrospinale di DHA-Rich Supplemento di acidi grassi n-3 nei pazienti con malattia di Alzheimer: https://www.j-alz.com/vol36-1

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