Melatonina

Melatonina: cos’è e dove si trova?

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La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola presente nel cervello, chiamata “ghiandola pineale” o “epifisi”. Cartesio chiama tale ghiandola “il terzo occhio”, poiché sensibile alla luce.

Infatti, regola il ciclo sonno-veglia e la sua produzione e il suo rilascio sono correlati all’alternarsi di luce e buio. Durante la notte la produzione di melatonina aumenta; al contrario, di giorno diminuisce.

La sua produzione diminuisce anche con l’aumentare dell’età, ed è per questo che gli anziani tendono a soffrire di insonnia e a svegliarsi nelle prime ore mattutine.

Inoltre, questo ormone viene prodotto maggiormente nei periodi invernali. Un’altra proprietà della melatonina è la sua azione antiossidante, soprattutto nei confronti delle cellule che contribuiscono alla sintesi di molecole di energia, i cosiddetti “mitocondri”.

La melatonina è presente in natura

In natura, si trova in alimenti quali olio EVO, banane, arance, ananas, riso. La si trova, poi, sotto forma di integratore alimentare per trattare i disturbi del sonno, dovuti a cause naturali o legati allo stile di vita. Diversamente da molti farmaci utilizzati nell’insonnia, gli integratori non causano dipendenza o assuefazione.

La melatonina è sicura?

L’assunzione è, quindi, generalmente sicura; tuttavia, possono verificarsi alcuni effetti collaterali, specialmente nel lungo periodo di tempo. Si tratta per lo più di mal di testa, vertigini, nausea, sonnolenza.

Effetti collaterali meno comuni sono: depressione transitoria, lieve tremore, crampi addominali, irritabilità, stato confusionale, abbassamento della pressione arteriosa.

Inoltre, la somministrazione di melatonina non è raccomandata durante la gravidanza e l’allattamento, e neppure se si soffre di una malattia autoimmune.

Gli integratori a base di melatonina possono interagire con tutti quei farmaci che inibiscono l’enzima responsabile del suo metabolismo, quali anticoagulanti, antiepilettici, antipertensivi, sedativi, antidepressivi, farmaci per il diabete, contraccettivi, immunosoppressori.

Alcuni esempi sono: Fluvoxamina, Warfarin, Nifedipina. Nel caso del Warfarin, è stato osservato che l’assunzione associata di melatonina aumenta il rischio di sanguinamento ed emorragie. Invece, nel caso degli antiepilettici, potrebbe diminuire gli effetti anticonvulsivanti dei farmaci. Nel caso di farmaci per il diabete, potrebbe influenzare i livelli di zucchero nel sangue. Infine, è stato visto che un uso cronico nei soggetti affetti da depressione, può accentuare la malattia.

Veronica Centorame

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

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