L'intestino: un cervello viscerale

L’intestino: un cervello viscerale

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Quante volte abbiamo preso delle decisioni “di pancia” o avvertito le “farfalle nello stomaco”? Sicuramente ad ognuno di noi è capitato di percepire una correlazione tra il proprio umore e il proprio stato fisico e questo è dovuto a un raffinato meccanismo che il corpo umano mette in atto per regolare alcune funzioni vitali.

Si parla di asse intestino-cervello e, negli ultimi anni, la medicina ha investito molto negli studi di ricerca in questo ambito tanto complesso quanto affascinante.

Asse intestino-cervello

Da sempre l’organismo umano è considerato dominato dalla mente, secondo l’idea platonica che concepisce il corpo come la carne, inerte, che prende vita grazie alla “psiche” ossia all’anima. Non a caso, il cervello è considerato un organo vitale.

Tuttavia, l’intestino ricopre un ruolo importante nella corretta funzionalità dell’intero organismo, ed è strettamente collegato all’attività del cervello e alla vita emozionale.

Come afferma il Professor Gershon, responsabile del dipartimento di Anatomia e Biologia cellulare della Columbia University e autore de “Il secondo cervello”: <<Nessuno riesce a pensare seriamente se la sua mente è concentrata sulla toilette>>.

Nervo vago e microbiota intestinale

Alla base della comunicazione tra cervello e intestino vi è il nervo vago. Questo è il nervo più lungo di tutto il Sistema Nervoso Autonomo, ossia quella parte del Sistema Nervoso che è implicata nel controllo delle funzioni viscerali degli organi interni.

Il nervo vago lavora a stretto contatto con alcuni dei più importanti neurotrasmettitori di tutto l’organismo, primo fra tutti la Serotonina. Essa viene prodotta per la maggior parte dalle cellule epiteliali dell’apparato gastro-intestinale ed è responsabile delle funzioni biologiche annesse come la peristalsi, la secrezione di fluidi e la sensazione di nausea.

Tramite il nervo vago, la Serotonina trasferisce i segnali provenienti da stomaco e intestino al cervello, che di conseguenza li recepisce e li traduce nei sintomi corrispondenti, come ad esempio il senso di sazietà, che innesca così il processo digestivo, oppure stipsi e colite.

Allo stesso modo, il cervello manda segnali all’intestino attraverso altri neurotrasmettitori come la Dopamina, ormone del piacere implicato anche nella patologia del Parkinson, o la Noradrenalina, ormone dello stress. Ecco che disordini del tratto gastro intestinale o una dieta inadeguata influiscono sull’umore, e viceversa.

Il ruolo di questi ormoni è finemente regolato dal microbiota intestinale, la popolazione di batteri e microrganismi che abitano il nostro intestino e che svolgono, dunque, una funzione fondamentale per il benessere psicofisico. I microbi intestinali permettono al Sistema Nervoso Centrale e al Sistema Nervoso Periferico di comunicare e garantiscono la produzione dei neurotrasmettitori, oltre che la digestione del cibo.

Gli acidi grassi che vengono prodotti a tale livello, vengono immessi nel circolo sanguigno e viaggiano fino ad arrivare al cervello, dove partecipano al funzionamento dei neuroni: pensiamo al detto “siamo ciò che mangiamo”.  

Un’alterazione della flora batterica, unita a stress, ansia e cattiva alimentazione, a lungo andare può contribuire allo sviluppo di uno stato infiammatorio e all’insorgenza di patologie a livello cardiovascolare, neurologico, gastro-intestinale. L’equilibrio del microbiota intestinale è responsabile, inoltre, della solidità del sistema immunitario.

Se da un lato, dunque, il cervello elabora il pensiero e le emozioni e li trasmette alle altre zone del corpo, dall’altro lato, l’intestino riceve tutto ciò che proviene dall’esterno.

Possiamo quindi considerare l’intestino come un prolungamento del cervello ed è per questo che una corretta alimentazione insieme ad uno stile di vita sano sono fondamentali per prenderci cura della nostra salute psicofisica: mens sana in corpore sano.

Veronica Centorame

Ig: curio_farma

Fonti

https://guna.com/it/guna-lifestyle/lasse-intestino-cervello-perche-e-importante/

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/lesperto-risponde/microbiota-intestinale-in-che-modo-puo-influenzare-la-salute

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