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Psico-biotici: influenzano cervello e comportamenti

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Lo stile di vita moderno, la pressione sociale, l’alimentazione non corretta, i disagi emotivi ed altri fattori conducono sempre più a stress psichico e biochimico. E’ altamente provato come tutto ciò si tramuti in:

  • Alterazioni neuroendocrine, dismetabolismi e sindromi metaboliche;
  • Riduzione della produzione di endorfine con conseguente  calo delle difese immunitarie;
  • Iperattività del sistema adrenergico, insonnia ed affaticamento cronico;
  • Disturbi quali ansia, fobie e disordini vari dell’umore, fino a patogenesi, che comportano lo stress ossidativo con aumento dei radicali liberi che sono i principali responsabili dei danni cellulari alle membrane de neuroni del Sistema  Nervoso Centrale.

L’utilizzo di psico-biotici in associazione a farmaci

L’approccio farmacologico classico prevede l’utilizzo di principi attivi volti migliorare la disponibilità della 5-HT o Serotonina e a modulare l’azione del GABA (acido gamma ammino butirrico). Di questi farmaci vanno valutati di volta in volta la loro finestra terapeutica ed il loro rapporto rischio/beneficio. L’utilizzo invece di innovativi psico-biotici sembrano migliorare l’azione dei comuni farmaci e soprattuto di ridurne gli effetti collaterali e dipendenza per uso prolungato.

Infatti la classe dei psico-biotici o modulatori dell’asse intestino-cervello favoriscono la fisiologica captazione della serotonina, correggendo l’alterazione della viscosità di membrana dei neuroni. Questo aspetto consente di aumentare il numero dei recettori disponibili per il legame con la serotonina, quindi migliorare il tono dell’umore e ridurre gli stati di ansia, senza il rischio di effetti collaterali derivati dall’utilizzo di precursori della serotonina.

La serotonina libera in eccesso, non associata alle piastrine, secondo recenti ricerche può creare problemi ossei, cardiovascolari, infiammazione intestinale, con relativi effetti sulla fisiologia dell’organismo.

Negli psicoprobiotici la presenza di due carotenoidi (astaxantina e alfa-tocoferolo) sono capaci di inibire la formazione degli ossisteroli cerebrali. Inoltre la presenza della L-teanina che migliora l’adesività dei bifidobateri al tessuto epiteliale che rende sempre più sostenuto l’asse intestino-cervello.

Per concludere gli psico-probiotici in modo naturale non apportano sostanze attive ma ne regolano l’utilizzo, il che rende i prodotti ottimi da soli, sia come da supporto alla terapia farmacologica.

Dr.ssa Michela RossiBiologo-Nutrizionista Clinico Patologico

Scuola di Alta Formazione sul Microbiota Umano nell’adulto ed in età pediatrica.

Responsabile Euromedicalab S.A.S.

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

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