Papilloma virus: patogenesi e prevenzione

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Compiuti i 25 anni di età, le donne sono chiamate a sottoporsi allo screening per la prevenzione del tumore al collo dell’utero. La forma più comune di test preventivo è il Pap Test, che prende il nome dal suo inventore Georgios Papanicolaou.

Il medico fu il primo a scoprire che la diagnosi precoce di cancro alla cervice uterina potesse essere fatta prelevando delle cellule vaginali. Esiste, però, anche un’altra tipologia di screening che è l’HPV test, che si effettua in una modalità analoga a quella del Pap test ma nella fascia di età superiore ai 30 anni.

Qualora l’esito del primo esame dovesse risultare positivo, allora si procede con il secondo. Per gli uomini non esiste un test raccomandato per l’infezione da HPV, tuttavia è bene consultare un medico in caso di sviluppo di lesioni a livello genitale. Risulta evidente, quindi, l’importanza di controlli periodici e l’adesione alla campagna di vaccinazione in entrambi i sessi.

Infezioni da HPV

Il tumore al collo dell’utero può essere causato dall’infezione da Papillomavirus, indicato con la sigla HPV(dall’inglese Human Papilloma Virus ossia papilloma virus umano), che è un virus molto diffuso tra le donne, ma anche tra gli uomini. Analogamente al carcinoma uterino, nell’uomo l’infezione da HPV può sfociare nel tumore del pene.

Con il termine papilloma si indica un tumore benigno che colpisce la mucosa o la cute: con l’acronimo HPV si intende in generale la famiglia dei papilloma virus, che sono in totale 120 e possono colpire diverse parti del corpo quali cavo orale, laringe, esofago, ano, utero.

Un tipo molto comune di virus appartenente al genere papilloma è la classica “verruca”.
Molte delle infezioni da HPV sono innocue e spesso asintomatiche, e si risolvono spontaneamente, ma quando il papilloma diventa maligno bisogna intervenire in modo specifico.

Gli HPV si trasmettono per contatto diretto sessuale o per contatto cutaneo in luoghi poco igienici (ad esempio i bagni pubblici).

Il vaccino

Dal punto di vista chimico, il principio attivo del vaccino consiste in una proteina virale, che risulta efficace contro la maggior parte dei ceppi di HPV. Attualmente sono tre i vaccini disponibili: bivalente, trivalente, nonavalente, a seconda del numero di virus della famiglia HPV che colpiscono.

Ad oggi, in Italia, il vaccino più comunemente somministrato è quello nonavalente, che è in grado di prevenire circa il 90% dei tumori della cervice ed è anche in grado di prevenire in buona parte lo sviluppo delle lesioni genitali. Il vaccino è raccomandato dai 12 anni di età in poi, sia per la popolazione femminile che per quella maschile e il
numero di somministrazioni varia in base all’età: fino ai 14 anni sono previste due dosi, a distanza di sei mesi, mentre dai 15 anni in su le dosi previste sono tre, ripetute a distanza di due e sei mesi.

Ad ogni modo, il piano vaccinale potrebbe subire delle variazioni, dal momento che sono in atto degli studi per verificare l’efficacia di una singola dose. Inoltre, si è osservato che l’efficacia massima si riscontra nell’età adolescenziale. Resta il fatto che il vaccino rappresenta una forma di prevenzione per lo sviluppo dell’infezione e/o del tumore e, per quanto efficace, non fornisce una copertura assoluta.

Di conseguenza, è raccomandabile aderire alle campagne di screening anche per le persone vaccinate. La copertura vaccinale sembra finora raggiungere un periodo che oscilla dai 10 ai 20 anni di durata e non sono stati riscontrati particolari effetti collaterali.

Veronica Centorame

Ig: centorameveronica

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

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