Uno smartwatch può salvarti la vita?

Uno smartwatch può salvarti la vita?

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Risale agli anni ’80 il primo wireless wearable device in grado di monitorare il battito cardiaco in tempo reale. Da allora tanta strada è stata fatta e i dispositivi indossabili non sono più appannaggio del solo mondo del fitness, ma entrano sempre più di diritto anche in campo medico. Dalla ricerca, alla prevenzione o alla gestione del trattamento, le possibilità di utilizzo sono molteplici

Parlando di wearables vengono subito in mente gli smartwatch destinati al mercato di largo consumo. I nuovi Apple Watch, ad esempio, sono in grado di eseguire un elettrocardiogramma, di rilevare se il ritmo è irregolare e avvertire del pericolo di una possibile fibrillazione atriale. Considerando che molte persone scoprono di soffrire di fibrillazione atriale solo dopo essere andate incontro ad ictus, anticipare la diagnosi avrebbe un impatto clinico rilevante.

Si tratta di funzionalità riconosciute per prime dalla FDA ma che a fine marzo 2019 hanno ottenuto anche il beneplacito della CE.

Queste approvazioni si sono basate su importanti studi condotti da Apple: un trial clinico con circa 600 partecipanti (Apple Watch vs ECG a 12 derivazioni effettuata da un cardiologo; (NCT03492554) e lo studio di screening Apple Heart Study (NCT03335800), con oltre 400.000 partecipanti.


Ovviamente queste possibilità offerte dai nuovi device non potevano non interessare altri attori del panorama medico scientifico, come le aziende farmaceutiche che non sono rimaste a guardare:

Risale ad ottobre 2019 la partnership fra Fitbit e l’alleanza Bristol-Myers Squibb/Pfizer.

Fitbit ha infatti stretto un accordo con le due aziende farmaceutiche per sviluppare contenuti educazionali e di orientamento a supporto degli utenti a maggior rischio di insorgenza di fibrillazione atriale.

L’impegno di Apple e degli altri competitor, così come queste partnership, dimostrano che l’interesse per i wearables in quest’area è alto. così come le aspettative.

Quindi questi smartwatch sono utili?

Mancano prove conclusive sulla loro accuratezza e convenienza economica, sebbene uno studio sponsorizzato da Apple del 2019 e pubblicato sul New England Journal of Medicine abbia suggerito che potrebbero aiutare a rilevare alcuni tipi di ritmi cardiaci anormali, in particolare negli anziani. Sono in corso una serie di ulteriori studi, compresi quelli per valutare se uno smartwatch può effettivamente aiutare a salvare vite umane o se misure di mobilità come il conteggio dei passi portano a un minor numero di infarti e ricoveri.

La maggior parte di questi orologi ECG sono progettati per registrare la frequenza cardiaca e rilevare la fibrillazione atriale, il ritmo cardiaco irregolare più comune.

La fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus, portando a 150.000 morti e 450.000 ricoveri all’anno solo in America.

Questi dispositivi possono avvisare l’utente di un battito cardiaco irregolare, ma non tutte le irregolarità sono pericolose

Un supporto alla ricerca clinica

La tecnologia indossabile sta prendendo piede anche negli studi clinici, consentendo di ottenere dati affidabili in tempo reale o quasi. Utilizzando dispositivi in grado di trasferire direttamente i dati agli sperimentatori si evita ,ad esempio, il rischio di errori di trascrizione.

Se le informazioni raccolte con dispositivi indossabili sono in grado di risparmiare ai pazienti qualche visita presso il centro di riferimento, si aumenta inoltre la facilità con cui i pazienti, specialmente quelli che abitano più distanti, decidano di prendere parte allo studio.

Nel già citato Apple Heart Study, ad esempio, non era prevista alcuna visita presso un centro ospedaliero.
Oltre al vantaggio in termini di arruolamento e comodità per il paziente, con un maggior impiego di dispositivi indossabili, ci si avvicinerebbe anche un po’ di più ad uno scenario real-life.

Una nuova era per la medicina moderna

Potremmo essere sul punto di entrare in una nuova era della medicina in cui i pazienti possono dare un’occhiata ai loro polsi per controllare le loro e-mail e il ritmo cardiaco e avvisare i loro medici se qualcosa sembra non andare per il verso giusto

Nel perfetto mondo dell’assistenza sanitaria, i cardiologi immaginano un giorno in cui si potrà prescrivere uno smartwatch  o un altro piccolo dispositivo a clip a pazienti ad alto rischio il cui costo sia totalmente coperto dal Sistema Sanitario Nazionale

Altrimenti, l’avvento della nuova tecnologia aiuterebbe solo chi se lo può permettere, aggravando le disuguaglianze di salute.

Dr. Sergio Scala

www.iconsiglideifarmacisti.it

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