Dioscoride il padre della farmacologia

Dioscoride: il padre della farmacologia

Tempo di lettura: 3 minuti

“La natura non seguirà mai le persone, ma le persone dovranno seguire le leggi della natura”.

La vita di Dioscoride Pedanio

Dioscoride, citato da Dante nel quarto canto dell’Inferno, nel limbo, con l’epiteto di: «buon accoglitor delle qualità delle erbe» nacque nel I secolo d.C. ad Anazarba, una città nel nord della Cilicia (Asia Minore sud-orientale) e probabilmente studiò presso la vicina Tarso, rinomata per gli studi di farmacologia.

Descrivendosi come se avesse vissuto una “vita da soldato”, (probabilmente fu chirurgo al seguito dell’imperatore Nerone e del suo esercito) confessò di aver viaggiato molto, visitando Grecia, Creta, Egitto e Petra. Intorno al 65 d.C., dopo molte osservazioni dirette delle piante nei loro habitat naturali ed un’attenta esperienza pratica sugli usi medicinali delle erbe scrisse il “De Materia Medica”

La sua opera più famosa: De Materia Medica

Il De Materia Medica (così il lavoro originale in greco è conosciuto in latino) è una monumentale opera in cinque libri “sulla preparazione, le proprietà ed i test di droghe” (Prefazione, I).

Ogni capitolo tratta di una singola sostanza, della sua descrizione, della preparazione e delle proprietà terapeutiche.

Nella Prefazione, Dioscoride scrive che, invece di presentare la sua materia medica  in ordine alfabetico (che, si lamenta, “separa i generi e le proprietà da ciò che più gli assomiglia”), cercherà di utilizzare una disposizione diversa e descrivere quindi le classi in base alle proprietà dei singoli farmaci ed al loro effetto sull’organismo.

Questa classificazione dei farmaci con proprietà farmaceutiche simili era tuttavia troppo sottile per essere facilmente compresa, ed è stata resa ancora più oscura quando i copisti successivi hanno alfabetizzato il materiale, riorganizzando completamente il suo schema originale.

De Materia Medica fu la base della letteratura  farmaceutica ed erboristica fino alla fine del Cinquecento, trasmessa in gran parte nella stesura commentata  dal medico italiano Pier Andrea Mattioli.

Il Dioscoride Napoletano: un best seller medievale

Durante il VI secolo l’opera fu tradotta in latino; dal IX secolo sono apparse anche le versioni araba, siriana ed ebraica.

Il De Materia Medica” era quindi il punto di riferimento per i medici di tutto l’Occidente e l’Oriente ed era letto da medici e botanici.

Il Dioscurides Neapolitanus risale all’inizio del VII secolo, anche se gli studiosi non sono ancora sicuri se sia stato composto in Italia o a Bisanzio. Il professor Guglielmo Cavallo, filologo classico, paleografo e accademico italiano, vede le illustrazioni del manoscritto come il prodotto evidente degli artisti greci in Italia.

Secondo alcuni studiosi, le 403 miniature botaniche e farmaceutiche dei Dioscorides Neapolitanus non sono originali: ma potrebbero piuttosto essere copie di modelli più antichi. Tra questi Dioscoride potrebbe aver usato l’erboristeria di Crateuas (o Crateva, era un medico greco e farmacologo che è vissuto intorno al 100 a.C.)  un testo in pergamena del II e I secolo a.C.

Una, due o tre raffigurazioni di piante occupano la metà superiore di ogni pagina, mentre la metà inferiore contiene il testo esplicativo. Le pagine del verso sono per lo più bianche o riportano solo un breve testo, evitando così di sovrascrivere il colore che si vede attraverso la pergamena.

Lo scritto utilizzato nel Dioscorides Neapolitanus è la cosiddetta “maiuscola biblica“, estremamente leggibile: ogni illustrazione botanica è affiancata di seguito dal nome di ogni pianta in inchiostro rosso (un altro aiuto alla leggibilità). Diverse annotazioni e marginalia nel codice testimoniano che il manoscritto napoletano è stato estremamente popolare e utilizzato nel corso dei secoli.

Un libro di testo per medici e chirurghi

In ogni capitolo, Dioscoride descrive una singola pianta. Ne viene definita innanzitutto la denominazione (ed i suoi sinonimi); vengono poi descritte le sue proprietà e il suo uso farmacologico nella cura di malattie specifiche.

Il Dioscorides Neapolitanus è quindi sia un’opera botanica che farmacologica, concepita come un libro di testo sui farmaci ad uso di medici e chirurghi.

L’ordine in cui ogni pianta appare nel testo è puramente alfabetico: un ordine sistematico basato sulle proprietà terapeutiche di ogni esemplare è stato scartato, a favore di un metodo più semplice per gli utenti per orientarsi nel libro il più velocemente possibile.

Una storia misteriosa

Poco si sa della storia del Dioscoride Napoletano . Fino al XVIII secolo era conservato nel monastero agostiniano di S. Giovanni a Carbonara a Napoli .

Nel 1718 la famiglia degli Asburgo lo trasferì alla biblioteca di corte viennese: nel 1919, dopo le trattative di pace seguite alla prima guerra mondiale, il codice fu ripreso da Napoli e trasferito questa volta alla Biblioteca Nazionale, dove viene considerato tra i referti più interessanti.

Dr. Giuseppe Scala

www.iconsiglideifarmacisti.it

Fonti

http://www.greekmedicine.net/whos_who/Dioscorides.html

https://www.britannica.com/biography/Pedanius-Dioscorides

https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/365653

https://www.medicinenet.com/dioscorides/definition.htm

Leave a Reply