Musica e farmaci

Musica e farmaci

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Musica e farmaci, che la musica sia salute sono secoli a dirlo culture orientali e, anche se da minor tempo, varie indagini della medicina occidentale.

La musica viene utilizzata per regolare l’umore e l’eccitazione nella vita di tutti i giorni e per promuovere la salute e il benessere fisico e psicologico.

Studio della McGill University

Uno studio condotto dai ricercatori della McGill University e pubblicato sulla rivista The Neurochemistry of music, Trends in Cognitive Science, ha  evidenziato  che  ascoltare e suonare musica apporti  benefici sia per la salute mentale che fisica.

Una review di  oltre 400 studi sull’argomento ha sottolineato gli effetti positivi della musica sul sistema immunitario e sui livelli di stress. Gli autori hanno documentato che il meccanismo neurochimico  si esprime con l’effetto in quattro domini, il management dell’umore, lo stress, il sistema immunitario e la formazione di legami sociali.

 A livello fisico, per esempio, la musica  migliora le funzioni del sistema immunitario con un aumento sia dell’immunoglobulina A (un anticorpo che gioca un ruolo critico nell’immunità) e del numero dei linfociti NK (cellule Natural Killer).

La riduzione dei  livelli di stress è dovuta alla diminuzione dei livelli del cortisolo (l’ormone dello stress) ed inoltre la musica è risultata efficace nel ridurre l’ansia prima di un intervento chirurgico.

L’aumento della  produzione dell’ormone ossitocina (ormone dell’amore, felicità o appagamento) comporta un miglioramento dei rapporti sociali.

Musica e farmaci

La combinazione di musica e farmaci è stato dimostrato essere una vera e propria terapia, la musica potenzia sensibilmente gli effetti degli antidolorifici, tanto da rendere possibile una dose minore di farmaci. A dimostrare l’efficacia analgesica della musica è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati del Dipartimento di Farmacologia e Tossicologia dell’Università dello Utah, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Scuola di Farmacia dell’Università di Washington e con la Scuola di Musica The Gifted.

Al termine della sperimentazione è emerso che la combinazione di musica (brani di Mozart) e ibuprofene ha ridotto il dolore infiammatorio del 93 % rispetto al solo farmaco, mentre la musica combinata con cannabidiolo o galanina NAX 5055 ha ridotto l’infiammazione del 70% e il gonfiore del 21%.

L’ascolto della sola musica ha invece ridotto del 77% il dolore chirurgico. Si tratta di risultati significativi che potrebbero portare a terapie combinate con una dose di farmaco sensibilmente inferiore.  Il co-autore dello studio Grzegorz Bulaj  ha affermato  che l’ottimale sarebbe combinare il medicinale giusto con questo nuovo paradigma dell’esposizione musicale.

Secondo gli studiosi la musica con determinati criteri di ritmo e sequenze può innescare risposte antidolorifiche stimolando il sistema nervoso parasimpatico e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, anche i fenomeni delle convulsioni legate all’epilessia sono stati ridotti  dall’ascolto di musica.

Conclusioni

La musica è in grado di attivare emozioni e l’emozione è intesa come l’ insieme di reazioni organiche che un individuo sperimenta quando risponde a determinati stimoli esterni che gli consentono di adattarsi a una situazione rispetto a una persona, un oggetto, un luogo, tra gli altri.

Una melodia euforica come un urlo di gioia, una cupa sviolinata come un lamento straziante: il nostro cervello riconosce le emozioni nascoste fra le note attraverso lo stesso meccanismo con cui comprende le sfumature emotive della voce umana. L’universalità di certe reazioni innate alla musica, e’ documentato da pubblicazioni  su European Journal of Neuroscience e iScience.

Dai risultati è emerso che il cervello è in grado di riconoscere le sfumature emotive distinguendole in negative e positive: per le vocalizzazioni tra i 150 e i 250 millisecondi dopo l’inizio dell’emissione, verso i 350 millisecondi per linguaggio verbale e a partire dai 450 millisecondi per la musica strumentale. A partire da tale istante, il cervello esibisce risposte bioelettriche simili per i tre tipi di segnale (voce, musica, linguaggio), esaminando il loro significato emotivo attraverso neuroni specializzati della corteccia fronto-temporale.

Questo articolo è stato pubblicato grazie al supporto del Prof. Fabrizio Ciccarelli Direttore della rivista  online www.romainjazz.it

Dr. Umberto Ilari

Co- founder: www.iconsiglideifarmacisti.it

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